Na mma di Angelo Azzimonti- poesia dialettale in Bustocco

Na mma


Gh smpar l na dna a prma mssa
cha la strafia adsi i diuzin
e, pna la finssi, va da prssa,
la cri fina in pizza da stazin.
L gi na fa dn che sta dunta,
al pioeua o al fica, la sa prta l
e da par l, seta s na banchta,
la va dr d rusi ttul d.
La gurda ansisa a gnti che vgn foeua
e spssu la singhizza pa l magn
e tci i d l na spernza noeua
ma tci i si l a stssa delsin...
... Lhea cumpagn a stazin chla matna
cha lha du part pa nd a suld,
la gha sicr: Ta spciu fna
che anm da mn ti pdi riturn !
Oh, cnti invrni a gh gn dr ai esti
e cnti bi rusi lha d, per
gia tanti, trpi trni a shin fermi
ma s a banchta l seta anm.
L intil, bna dna cha ti spci,
s i trni che ga rva l s nn,
l l, l l to suld chal spcia invci
che a mma un d la rva a s stazin.
C sempre la una donna alla prima messa
che farfugliava adagio le preghiere
e, appena finisce, via di premura,
corre fino in piazza della stazione.
gi una fila danni che questa donnetta,
piove o nevica, si porta l
e da sola, seduta su una panchina,
continua a dire rosari tutto il d.
Guarda ansiosa la gente che viene fuori
e spesso singhiozza per il dispiacere
e tutti i d una speranza nuova
ma tutte le sere la stessa delusione...
...Laveva accompagnato alla stazione quella mattina
che ha dovuto partire per andare a soldato,
le aveva assicurato: Ti aspetto fino
che ancora da me puoi ritornare !
Oh, quanti inverni hanno seguito le estati
e quanti bei rosari ha detto, per
gi tanti, troppi treni si sono fermati
ma sulla panchina seduta ancora.
inutile, buona donna che aspetti,
sui treni che arrivano non su,
lui, il tuo soldato che aspetta invece
che la sua mamma un d arriva alla sua stazione


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