Ul pasch da gsa vgia (da Singu) - di Angelo Azzimonti

Ul pasch da gsa vgia (da Singu)




Al d dincoeu l pasch da gsa vgia
l unltima reliquia beneda
dul tmpu di bi sgn chhin sgui va
insema ai zfi biondi duna brgia
da scalmani che cont ul s frstn
sa truan l par f gir l mungn.

La l stu da ricim par tl Singu
conti s pri lsci e smpar nti;
che bel f cri i gindal e i bugti
e, snza nd in muntgna, al mar, al lgu,
i fioeu dinla, in pentra e conta mla
ul s i ciapan in dul... gig a rla

Da den di capelti i qutar Santi
con ttu chl rabl sa dirsedan,
dadr a rama i pr mrti i suridan
al lm dun mucultu tremulnti;
e i rondan, chan da c s l campann
ma l gna brmntu i fan ul cuncertn.

M in pizza tnti rbi shin cambii:
an tl rigrdi i sssi da rizza
ma poeu gh gn l mudrn cha lha quata;
ul tramagn di lsi culuri
e l plman che a gni a al pssa va
san mudernit ma hin non puesa.

E a vdu scurl l c i quatr Santi
i rondan e i pr mrti hin malcuntnti
e in dul silnziu dgni sa sa snti
di vsi che i riptan implurnti:
In tanta fvra da trasfurmazin
almncu ul ns pasch tuchmal nn!


Al giorno doggi il sagrato della chiesa vecchia
unultima reliquia benedetta
del tempo dei bei sogni che sono volati via
insieme ai ciuffi biondi di una moltitudine
di scalmanati che con il suo frustino
si trovavano la per far girare la trottola.

Era il posto di richiamo per tutto Sacconago
con le sue pietre sempre lisce e sempre pulite;
che bello far correre i noccioli e le palline
e, senza andare in montagna, al mare, al lago,
i ragazzi di allora, a piedi nudi e con la testa rasata
il sole prendevano nel... giocare alla lippa.

Dentro alle cappellette i quattro Santi
con tutto quel baccano si svegliavano
dietro la rete i poveri morti sorridevano
al lume di un lumino tremolante;
e le rondini, che erano di casa sul campanile,
quando arrivava il tramonto facevano un concertino.

Adesso in piazza tante cose sono cambiate:
erano tutti ricordi i sassi dellacciottolato
ma poi arrivato lasfalto che lo ha coperto;
il semaforo di luci colorate
e lautobus che ad ogni ora passa via
saranno modernit ma non sono poesia.

E vedo scuotere la testa i quattro Santi
le rondini e i poveri morti sono malcontenti
e nel silenzio ogni sera si sente
delle voci che ripetono imploranti:
In tanta febbre di trasformazione
almeno il nostro sagrato non toccatelo!




Angelo Azzimonti

Digitalizzazione di Angelo Crespi

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