Articoli e notizie di carattere storico, culturale, tradizionale bustocco

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 Il torrente Tenore da Cassano a Sacconago

Il fiume di Busto Arsizio


01 maggio 2017

Pochissimi sanno che - contrariamente a quanto si crede, Busto Arsizio ebbe (ed avrebbe ancora se non fosse per via delle opere di cui diremo oltre) un fiume, anche se molto modesto e per lo più a portata di torrente, ossia dalle acque non perenni.
E' il torrente Tenore.
Il torrente Tenore ha le sue sorgenti in prossimità di cascina Caronaccio nel Comune di Morazzone. Ha una lunghezza di 19 km forma un bacino imbrifero con un'espansione massima di circa 18 km². Il corso d’acqua prosegue verso Sud attraversando il territorio dei Comuni di Gornate Olona, Caronno Varesino, Carnago, Castelseprio, Cairate per giungere poi a Fagnano Olona, a Cassano Magnago e infine a Busto Arsizio dove sfocia nelle vasche di laminazione in cui confluisce anche il torrente Rile.

Il percorso del Tenore


La cosiddetta "Asta" del torrente è così composta:
- Tratto di monte: il torrente scorre in una valle piuttosto stretta e profonda, lontano da centri abitati. Solo in corrispondenza della frazione Peveranza e di quella di Bolladello del comune di Cairate, il torrente lambisce insediamenti abitativi ed industriali: qui l’alveo è protetto con rivestimento spondale in massicciata (lunghezza circa 1600 circa). Il tratto di 'monte' ha una lunghezza di circa 13 km; la sezione terminale costituisce la sezione di chiusura del bacino idrografico.
- Tratto di valle: si estende dalla sezione di chiusura del bacino (in corrispondenza del ponte della strada Cassano Magnago-Cairate) fino alle vasche di accumulo e disperdimento. Il tratto si sviluppa per circa 6 Km ed interessa i territori dei comuni di Cairate, Fagnano Olona e Cassano Magnago.
Il bacino imbrifero del Tenore, che nella parte montana confina a Ovest con quelli dell'Arno e del Rile e a Est con quello dell'Olona, si esaurisce nello sbocco in pianura all'incirca dell'altezza delle frazioni Preveranza e Bolladello; più a valle si riduce ad una fascia di pochi metri di larghezza delle due sponde.

Il percorso dettagliato del Tenore


I terreni della pianura da Gallarate-Cassano Magnago fino a Lonate Pozzolo-Busto Arsizio sono caratterizzati da una buona permeabilità superficiale (Classe 1), sicchè le scarse acque del torrente - unite al terreno molto permeabile del tratto di pianura del torrente stesso - hanno condizionato in maniera determinante lo sviluppo del reticolo idrografico che, infatti, risulta assente nei tratti di pianura, al pari dei 'gemelli' torrenti Arno e Rile.
Il regime pluviometrico sui territori dei bacini idrografici dei Torrenti Arno, Rile e Tenore è del tipo sublitoraneo alpino: le precipitazioni medie mensili presentano un massimo principale nel periodo autunnale e un massimo secondario in epoca primaverile, mentre il minimo si registra in inverno.
I mesi più piovosi sono ottobre (151.0 mm), novembre (141,7 mm), maggio (134,8 mm), giugno (129,5 mm) e aprile (126,4 mm); il mese più secco gennaio (76,6 mm). La precipitazione media annua risulta pari a 1365,5 mm.
Negli ultimi 70/80 anni si ricordano piene di Settembre 1995, Giugno 1992, e quella del Novembre 1951, comune con piene ben più note come quella che portò alla disastrosa alluvione del Po.
Non si hanno studi antichi sulle piene del Tenore mentre se ne hanno del vicino Arno. Tenuto conto della sostanziale vita parallela di questi due torrenti, possiamo legittimamente ritenere che analoghe piene si siano verificate al Tenore.
Gli anni di riferimento furono:
  • - ottobre 1629
  • - settembre 1640
  • - maggio 1983
  • - luglio 1732
  • - agosto 1763
  • - settembre 1773
  • - luglio 1843
  • - settembre 1854
  • - dicembre 1910
  • - novembre 1951
  • - giugno 1992
  • - settembre 1995
Quest'ultima, ben documentata, si comportò come segue:
  • Esondazione in comune di Morazzone in località Cascina Roncaccio in corrispondenza del ponte sulla strada Morazzone-Gornate Olona. La superficie allagata fu di circa 0,06 km2.
  • Estesa esondazione da Peveranza (fraz. di Cairate) fino ai confini con il territorio di Fagnano Olona per una striscia di larghezza massima pari a circa 900 m. Gli allagamenti hanno interessato una superficie di 1,3 km2 circa.
  • Esondazione di limitata estensione subito a monte della località Fornaci (comune di Fagnano Olona). La superficie allagata fu di 0,01 km2.
  • Allagamenti in Busto Arsizio nella zona della dogana, a partire dal rilevato della SS 336 su una superficie complessiva pari a circa 0,08 km2. L’acqua non più contenuta dalle vasche di accumulo e disperdimento ha raggiunto questa zona attraverso vecchie tombinature presenti sotto la SS 336.

  • Proseguendo l'analisi del torrente, e seguendo il corso in direzione sud, si incrociano i guadi in corrispondenza dei sentieri boschivi o campestri; la portata nominale del torrente e l'assenza di precipitazioni permette in tutti i passaggi segnalati un facile attraversamento senza stivali.

    Il guado Baraggia sul Tenore



    L'ultimo guado sul Tenore


    All'altezza del ponte di Carnago, viene assorbito da inghiottitoi e inizia la secca normale del Tenore.
    In occasione di abbondanti o costanti piogge, il torrente riprende il suo corso naturale verso Busto Arsizio. In passato, era solito esondare in occasione di piene stagionali causando allagamenti della campagna e, recentemente, provocando problemi alla viabilità autostradale moderna. Per ovviare a questi problemi, a sud di Cassano Magnago sono state realizzate apposite vasche di raccolta.
    In passato, il torrente Tenore ha goduto di ben maggiori portare di acqua, così come tutti i fiumi dell’altopiano fra il Ticino e l’Adda (ad esempio lo stesso Olona, oggi fiume di modeste portare ma la cui ampia valle lascia intendere una attività erosiva tipica di corsi d’acqua significativi !).
    Anticamente giungeva quantomeno fino a Bienate secondo il percorso che vedremo più avanti.
    Busto Arsizio e la stessa Sacconago sorsero proprio a margine del torrente/fiume Tenore, che anticamente garantiva portata di acqua – sia pure incostante - ma comunque sostanzialmente quasi perenne.
    Le acque vennero certamente utilizzate, in primissimo tempo, sia a fini agricoli che per la popolazione, benché sia ben documentato che, in epoca storica, l’acqua per uso umano venisse tratta da pozzi e non più dalla scarsa portata del torrente. Le acque dovevano esser molto pulite se ancor oggi è possibile documentarne la cristallinità in alcuni punti.

    Va ricordato che a nord di Busto Arsizio, in epoca ancora storica, esisteva la cosiddetta Selvalonga, un intricato territorio boschivo, spesso rifugio di briganti, ed in questo territorio il torrente era solito esondare (come del resto avviene di fatto ancor oggi quando le vasche di raccolta non bastano al loro compito), creando estemporanee paludi.
    Giungendo da Cassano, il fiume procedeva lungo un percorso tuttora ben individuabile, rappresentato dalle vie Sacro Monte, via dei sassi, Bellini, Montebello, Bramante, per poi piegare verso ovest nella zona di via Cairoli (ove erano presenti anche in epoche recenti i ‘buzòn’, pozze di acqua piovana che si raccoglievano nell’avvallamento ivi esistente), e proseguendo per via Arconate, Lamarmora, Statuto, Bienarella (queste ultime due parte dell’antichissima strada per Corbetta).

    Il percorso del Tenore a Busto originario


    Quando a Busto Arsizio decisero di portare al di fuori del borgo quel corso d’acqua che provocava piene ed esondazioni periodiche e quindi danni, il percorso fu modificato sicchè dalla via dei Sassi si deviò per via Marmolada, Galvani, piazza san Michele, piazza Manzoni, girando attorno alla cascina ‘dul pistarlén’ (demolita negli anni ’80 del XX secolo e sita al centro dell’attuale Piazza de Gasperi), per poi piegare verso est e re immettersi nel vecchio percorso che dalla zona dell’attuale via Cairoli portava a Sacconago.

    Il percorso del Tenore a Busto dopo la deviazione



    L'epoca in cui collocare tale deviazione può esser solamente desunta dallo sviluppo del villaggio, trasformatosi in borgo in epoca longobarda, allorchè alla modestissima popolazione preesistente si assommò una consistente presenza di longobardi, i quali, come di consueto, crearono un loro autonomo centro di riferimento (è ben nota in storiografia la tendenza iniziale dei Longobardi a non mischiarsi con gli autoctoni).
    Ad essi va ascritta la fondazione della chiesa di San Giovanni Battista, ad est, e la cappella dedicata a San Michele, presso il fortilizio posto fuori dall'abitato, ad ovest, oltre il fiume stesso.
    E' del tutto superfluo rammentare che le chiese e cappelle dedicate al precursore e all'arcangelo guerriero sono senza alcun dubbio da attribuire al Longobardi, che hanno compiuto centinaia di simili dedicazioni, anche nella nostra zona.

    Il villaggio originario di Busto il relazione al percorso del Tenore e alle successive edificazioni di S. Giovanni e San Michele


    Il collegamento fra il vecchio borgo - consistente sostanzialmente dall'isolato comprendente le odierne vie Cavour, Solferino e la 'piazza' di Santa Maria - e le nuove due unità di San Giovanni ad Est e il fortilizio ad Ovest, avvennero mediante semplici strade in terra battuta, come è ovvio, alle quali si susseguivano terreni coltivati ed abitazioni, cosa documentata in maniera significativa alla fine del 1300 ed ancora in misura non irrilevante nel 1780 (mappa del borgo, di proprietà comunale, derivata dai rilievi del catasto Teresiano).



    Poichè il Tenore, tuttavia, dato il regime torrentizio, era frequentemente causa di esondazioni (ne abbiamo prova documentata anche in tempi storici, come sopra evidenziato), i Longobardi o i Franchi che ad essi susseguirono, ad un certo punto devono aver deciso di deviare il torrente in modo che non passasse più per il borgo ma tangenziale ad esso. Presumibile ritenere che tale scelta sia stata coeva con quella di realizzare un fossato ed un terrapieno che rappresentarono le difese di Busto Arsizio per moltissimi secoli, e che hanno delimitato la forma e l'espansione del borgo fino almeno alla metà del XIX secolo, come possiamo ben vedere dal plastico realizzato nel 1859 oggi esposto al museo del Tessile.

    Il villaggio di Busto a seguito dell'espansione longobarda e della realizzazione delle fortificazioni medioevali con deviazione del percorso del Tenore



    Mappa di Busto nel 1859. Plastico presente al Museo del Tessile di Busto Arsizio


    E' più che legittimo ritenere che detta deviazione si possa collocare anche prima dell'anno 1000, poichè nessuna delle testimonianze documentali esistenti menziona più il torrente all'interno del borgo, mentre viene citata, come già molto antica, la cosiddetta 'piscina'.
    Trattavasi di un quadrato posto nel sedime dell'attuale piazza Santa Maria, largo braccia 40 (circa 23 metri) e profondo cubiti 15 (circa 6,6 mt), come testimonia il Canonico Lupi.
    Detta 'piscina' era alimentata da un canale che portava l'acqua dal fossato esterno sul lato ovest (attuale Piazza Manzoni) verso la piazza Santa Maria stessa. La canalizzazione consentiva di regolare la portata di acqua in modo da evitare esondazioni all'interno dell'abitato, e lasciando che eventuali alluvioni si riversassero nella campagna esterna al borgo medesimo.
    Del resto è certo che il basamento del campanile di San Michele (base dell'antica torre difensiva) risalga almeno al IX secolo. E' pertanto evidente che almeno in quell'epoca il borgo fosse cinto dal fossato con terrapieno di riporto che delimiterà il borgo fino al 1523 quando vennero realizzate vere e proprie mura.
    Ragionevole dunque appare collocare in quel periodo dell'alto medioevo la deviazione del torrente.
    Il sedime del torrente originario, una volta eseguita la deviazione all'altezza dell'attuale sede ospedaliera, divenne un asciutto letto di sassi. Tuttoggi abbiamo una via dei sassi, che è esattamente parte del letto originario del fiume. Dopo la deviazione compiuta nel medioevo, il percorso mutò e la sede del torrente divenne quella che oggi è la via Galvani. Il percorso 'secco' del torrente originario divenne così una strada che, però, era senza destinazione reale, in quanto terminava a fondo cieco. Non è un caso che ancora a metà 1800 tale strada fosse detta 'stradone guercio', ossia cieco, perchè non conduceva da nessuna parte andando a terminare bruscamente laddove il corso del torrente era stato deviato.
    Ancora, l'attuale via Galvani, letto del torrente dopo la deviazione medioevale - una volta divenuta asciutta a causa del progressivo impoverimento del tenore che andava a sperdersi grossomodo all'altezza dell'attuale percorso del Sempione, subito a sud di Cassano Magnago - divenne a propria volta un percorso sassoso presto tramutatosi in strada. Ebbene, l'antico nome della via Galvani era proprio 'via dei sassi', in quanto il selciato era rappresentato dal residuo sassoso del letto del torrente.
    La teoria sul percorso del Tenore in epoca antica e poi ancora in epoca storica, è suffragata anche dallo studio delle altimetrie. Non disponiamo di studi altimetrici antichi, ma basandosi sui meticolosi rilievi degli anni '70 del XX secolo, prima che le opere di urbanizzazione intensa modificassero significativamente le altimetrie della campagna, è facilissimo riscontrare che il letto del Tenore era esattamente dove i documenti e la logica dicono che avrebbe dovuto essere.

    Raffronto fra ipotesi di percorso del Tenore e le altimetrie del territorio


    Nel percorso fra Cassano e Busto e poi fino a Sacconago, si può agevolmente constatare che il canale nel quale il torrente doveva scorrere è esattamente quello sopra descritto, sia nella fase arcaica (quella che passava tangenziale a Santa Maria) sia per la fase medioevale (quella che passava per via Galvani e poi tangenziale a San Michele).

    Raffronto fra ipotesi di percorso del Tenore e le altimetrie del territorio - mappa con evidenziati gli edifici in epoca moderna e i percorsi stradali



    Situazione del borgo rispetto al percorso del Tenore, prima della deviazione altomedioevale. Da un disegno di Marco Torretta



    Situazione del borgo rispetto al percorso del Tenore, dopo la deviazione altomedioevale. Da un disegno di Marco Torretta



    Fonti:
    • Parco del Rile Tenore Olona (http://www.parco-rto.it)
    • Parco del Medio Olona (http://www.parcomedioolona.it)
    • Autorità di bacino del Fiume Po - Progetto di Piano stralcio per l’Assetto Idrogeologico (PAI) - Interventi sulla rete idrografica e sui versanti - Legge 18 Maggio 1989, n. 183, art. 17, comma 6-ter, Adottato con deliberazione del Comitato Istituzionale n.1 in data 11.05.1999.
    • PROGRAMMA PLURIENNALE DEGLI INTERVENTI -parco del medio olona. ex D.G.R. n.8/6148 del 12/12/2007.
    • Giuseppe Magini, il centopagine Bustese, p. 20; pp 41-43; p 47; p. 142;
    • Augusto Spada: Conoscere la città di Busto Arsizio, edizione 2010, pagina 25.
    • Franco Bertolli, Umberto Colombo: La peste del 1630 a Busto Arsizio, pp. 159 e ss, 246, 293
    • Provincia di Varese: carte altimetriche
    • Paolo Diacono, Historia Longobardorum, IV, 47; V, 6; V, 41.



    Enrico Candiani

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