Indice autori bustocchi

Candiani Enrico
I mesi dell'anno (di E. Crespi)
Angelo Azzimonti
Carlo Azimonti
Giuseppe Azzimonti
Luciana Azzimonti
Roberto Azzimonti
Giovanni Bandera
Maria Giovanna Basaglia
Gigi Bolla
A. Bottigelli
E. Bottigelli
Luigi Caldiroli
Mario Candiani
Michele Candiani
Flavio Candiani
Memorie di vita di Gino Candiani
Angelo Crespi
Enrico Crespi
Gaetano Crespi
Maria Graza Daverio
Teodoro Frontini
Gianni Fusetti
Giuseppe Gabri
G. Giacomelli
G. Giornazzi
Bruno Grampa
Maurina Grampa
Ginetto Grilli
Fulvio Lamperti
Carlo Lobi
Carla Mocchetti
Luigi Mocchetti
R. Petrucelli
Marinella Pozzi
Cristina Puricelli
Mariolino Rimoldi
Alfredo Solbiati
Rita Stefanoni
Paolo Stelluti
Antonella Tosi
Pietro Tosi
Marco Torretta
Altri

 Composizioni di Giovanni Bandera Composizioni in lingua Bustocca di Giovanni Bandera

Ricordo di Giovanni Bandera (di Enrico Candiani)
In memoria di Giovanni Bandera (di Giuseppe Gabri)
I Brüsciti Frègi (di Giovanni Bandera)
Ul vegn da Büsti (di Giovanni Bandera)
Tègn da contu i por morti (di Giovanni Bandera)
I piüon dul Ninu (di Giovanni Bandera)
A Poànima (di Giovanni Bandera)
Ul pan di paisan (di Giovanni Bandera)
Ul cü dul galétu (di Giovanni Bandera)
A féa di morti a Legnan (di Giovanni Bandera)

Giovanni Bandera (scomparso con grande rimpianto di tutti gli amanti della bustocchita, lo scorso 28 ottobre 2012) è un vero pozzo di cultura bustocca. La sua tesi è che il bustocco vero è quello dei "cassinàtti" ossia gli abitanti delle cascine, quelli, insomma, che sono rimasti immuni da influenze moderniste.
Il concetto, naturalmente, è molto discutibile, e tuttavia è il sintomo di un suo modo di vedere il bustocco: la purezza.
Ha composto numerosissimi scritti, a partire dalla metà degli anni '70. In essi troviamo proprio la storia e gli aneddoti delle cascine di un tempo. E' una letteratura molto interessante perchè fornisce uno spaccato della società di un tempo, società che, va pur detto, è definitivamente scomparsa.
Non è una fonte "progressista" di bustocco. La sua grafia è sostanzialmente 'giaviniana' e la lingua è legata al mondo rurale. Non fa uso dei neologismi. Nelle composizioni degli anni '90 si è sbilanciato ad analizzare il mondo moderno, sempre però con un occhio volto al passato.
E' stato certamente uno degli autori più prolifici, detentore di un patrimonio impareggiabile.