Monumenti che vanno a spasso - di Enrico Crespi

Monümenti cha va a spassu




Sa ‘n vedi d’ogni culúi, d’ogni erba un fassu;
di robi nan da credi … ma véa darbón…
Chi, in Büsti, i monümenti i van a spassu,
i cambian ogni tantu pusizión:

e da bronzu gha n’é, gha n’é da sassu,
ma stüfi da stá sempr’in chel cantón…
dul só gran basamentu a gh’é gnü bassu
chel dáa Vitoria e ‘l é finì in füsion;

tri ölti ‘l ha cambiá ul Delaqua postu,
e ‘l ha cambiá a Beata nosta anlé,
pa’ andá a casciasi in dun canton nascostu.

‘L ha fèi, là a san Gregói, San Michè
fina a culona; … e ancha chèll dul nostu
Risurgimentu ‘l é ‘ndèi innanzi e indré….

Ma ul bèl ‘l é da vidé
i cambiamenti cha da gní ancamó …
In mia robi, disé, da sculdà ul có ….


Se ne vedono di ogni colore, di ogni erba un fascio;
cose da non credere .. ma vere, davvero...
Qui in Busto, i monumenti vanno a spasso,
cambiano ogni tanto posizione:

ce ne sono di bronzo, ce ne sono di pietra,
ma stufi di star sempre in quel posto ....
dal suo gran basamento è venuto giù
quello della Vittoria ed è finito in fusione;

tre volte ha cambiato posto il Dell'Acqua,
e anche la nostra Beata (Giuliana n.d.r),
per andare a ficcarsi in un posto nascosto.

Ha fatto, là a san Gregorio, sfratto (1)
anche la colonna; ... e anche quello del nostro
risorgimento è andato avanti e indietro ...

Ma il bello sarà vedere
i cambiamenti che devono ancora venire ....
Son mica cose, dite un po', da scaldarsi la testa ... ?

Enrico Crespi ottobre 1951


La parte in bronzo del monumento alla Vittoria (o dei Caduti) dello scultore Grassoni è stata abbattuta in seguito a requisizioni dei materiali da guerra.
Il primo monumento ad Enrico dell’acqua, dello scultore Danielli, venne trasportato dal cortile del vecchio Municipio in quello dell’Ospedale (nuova sede del comune). Rimosso in seguito anche là, il busto in bronzo trovò posto in un ufficio del Comune stesso, mentre il suo basamento ha servito per qualche tempo a sostegno dell’asta portabandiera in piazza Garibaldi, per poi ingloriosamente sparire.
La statua della Beata Giuliana, eseguita su disegno del nostro grande Biagio Bellotti, e che prima si trovava presso il sagrato della Basilica di San Giovanni, fu collocata nell’andito a fianco del campanile ad occupare il posto lasciato da un poco decente luogo … di decenza….
La colonna, ricorso della peste del 1630, venne pure rimossa dalla piazzetta di san Gregorio ed è rimasta per parecchio tempo in abbandono e dimenticata. Solo dopo insistenza di cultori di memorie cittadine, fu ricollocata al suo posto.
Il monumenti a ricordo dei caduti del nostro risorgimento nazionale è passato dal vecchio al nuovo cimitero, per poi ritornare nell’antico recinto, convertito in pubblico giardino.


(1) Nota: "Fà San Miché" significava subire lo sfratto, doversi trasferire. In epoca di civilità agricola, gli sfratti ed i trasferimenti avvenivano a san Michele (29 settembre) ossia al termine della stagione agricola, terminato il raccolto e la vendemmia.


A Gh’ é pasá squasi sesant’ann e a sèm chi ancamó.
Al è roba da chi dí chí che ul monümentu ‘di caduti’, che a Büsti tüci i cugnussan tènme chell ‘di tri cü’, al ha tacá a sguà anlü (e di cha al é pesanti assé !) e da piaza dul Conti al è dre pasá a prá Esili .

Enrico Candiani Dicembre 2010
Sono passati quasi sessant'anni e siamo ancora qui.
E' cosa di questi giorni che il monumenti 'ai caduti', che a Busto tutti conoscono come quello 'dei tre culi', a cominciato a prendere il volo (e dire che è bello pesante !) e da piazza Vittorio Emanuele II (piazza del Conte, anticamente) sta traferendosi in Piazza Trento e Trieste (Prato dell'Asilo, anticamente).


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