Quanti conoscono l'abbondante e meravigliosa letteratura bustocca ?


24 dicembre 2016

Un patrimonio sconosciuto



Da cosa si contraddistingue una lingua da un 'banale' (si fa per dire !!) dialetto ? Usualmente ci si basa sull'esistenza di una rilevante letteratura: se esiste, allora è lingua, se non esiste, allora non lo è.
Sulla base di queste considerazioni, la televisione nazionale spaccia per 'lingua' il napoletano, e relega a dialetto gli idiomi lombardi.
Il tutto è naturalmente frutto di un pregiudizio di tipo razzista, per il quale dovrebbero attivarsi le procure per istigazione all'odio razziale.
Ed infatti, senza slanciarsi in difesa di lingue che non ci 'competono' (esempio: Milanese o Bergamasco), limitiamoci a curarci della nostra LINGUA Bustocca, e domandiamoci e domandiamo: quanti conoscono la bellissima e abbondante letteratura in lingua bustocca che, dalla fine del XIX secolo, per tutto il XX secolo e tuttora mentre scriviamo, continua a fornire stupende perle di saggezza, affetti, emozioni ?
Volete una risposta ? ... pochi !
Ed è questo, proprio l'assenza di curiosità, di amor proprio, per la propria terra, per la propria cultura, proprio questa assenza di cultura che fa del nostro popolo un popolo perennemente sull'orlo dell'estinzione culturale.
Il sito 'bustocco.com' è stato creato proprio a questo scopo: consentire, con un mezzo di comunicazione moderno e potentissimo, di render noto a chiunque ciò che per decenni è stato appannaggio di pochi appassionati, a volte 'gelosi' appassionati: gelosi di avere nella propria biblioteca personale questo o quel libro rarissimo di un Carlo Azimonti o di un Bruno Grampa.
Ecco: con l'ampia antologia che pubblichiamo su questo sito, mettiamo a disposizione del mondo intero la sintesi della letteratura bustocca che, beniinteso, è molto più abboondante di quanto ivi si possa trovare. Come ogni antologia, essa contiene solo la punta dell'iceberg.
Sotto, sotto il pelo del visibile, c'è il grosso.
E noi ci auguriamo che quel 'grosso' venga a galla, che non ci si accontenti di tenere le opere negli scaffali o - peggio - nei cassetti, ma si renda di dominio pubblico quanto di meraviglioso a Busto si scrive.
Ed allora, iniziamo a leggere quel che già c'è: le tenere opere di Angelo Azimonti, le moderne riflessioni di un Angelo Crespi, la 'verve' di un Carlo Azimonti, di un Bruno Grampa, di un Ginetto Grilli.
E poi i numerosi autori 'moderni', di cui le pagine di Bustocco.com son testimoni.
Leggiamo. E leggendo, impareremo che la nostra lingua è ricca, bella, dolce, amorevole.....


Enrico Candiani