Il mese di Dicembre - di Enrico Crespi - poesia dialettale in Bustocco

Dicembre


Tratto da: I mesi
I

Sa sera da Dicembr i agenti n c:
ga brasa intantu s l camen d sciochi...
L bel sta al coldu e vid foua fiuc:
vid gni gi, teme parpaj, chi fiochi

spesi, spesi cha sbianca campi e pr,
cha ricama da pizi i scesi e i brochi...
Pisoca ul vegiu presal fougu set ;
gh l anca-l a masea e inturn a i sochi

i fiou, chi pisciniti, a scult esempi
e stori da Remagi e da pastui;
e an-lui ga paj da vivi n chi bej tempi,

in chela noci piena da slendui,
in chela noci che nas l Bamben...
Gh pizu s l presepi un lampaden...

II

Ma intan cha sa sta ben al coldu in c,
s scosu da a finestra un pasaen
l l chal trema e al cerca da bec:...
ga piangi n straa un pr spazacamen...

Canti e canti stu mesi trabul,
cha gha non nanc ul becu dun quatren,
cha moui da freg, da fam s n spazac!...
Canti miseri, canti crusi e spen!...

E Ti, Ges Bamben, cha se gn al mondu
a predic e carit e amui,
e che da a cumpasion t vstu l fondu,

a cunfortu e suliev da sti dului,
da sti miseri, fa che chi sta ben
al derva ul coui e al derv anc ul bursen...
I

Si chiudono a Dicembre le persone in casa:
bruciano intanto sul camino due ciocchi...
bello stare al caldo e vedere fuori nevicare:
vedere venire gi, come farfalle, quei fiocchi

spessi, spessi che imbiancano campi e prati,
che ricama di pizzi le siepi e i rami...
Sonnecchia il vecchio vicino al fuoco seduto;
c l anche la massaia e intorno alle sottane

i bambini, quelli piccoli, ad ascoltare favole
e storie di Re Magi e di pastori;
e anche loro le pare di vivere in quei tempi,

in quella notte piena di splendori,
in quella notte c nato il Bambino...
C acceso sul presepio una lampadina...

II

Ma intanto che si sta bene al caldo in casa,
sullo stipite della finestra un passero
l che trema e cerca di beccare:...
piange in strada un povero spazzacamino...

Quanti e quanti in questo mese tribolato,
che non hanno neanche un becco di un quattrino,
che muore di freddo, di fame su un solaio!...
Quante miserie, quante croci e spine!...

E Tu, Ges Bambino, che sei venuto al mondo
a predicare carit e amore,
e che dalla compassione hai visto il fondo,

a conforto e a sollievo da questi dolori,
di queste miserie, fai che chi sta bene
apra il cuore e apra anche il borsellino...



Tratto da: Lnari bstocu
A campagna l bianca e gh p
par i pian un fil derba: e anchi pianti,
che mo hin senz una fouia e han perd
a puesia dul verdu e di canti,
j paan brasci da morti valz
versu l ciel e cha implora piet.

Un granel i trouan non da bec
i pr psar e i piangian s l teciu:
ma gh anca pr gent trabl,
cha gha non da quetas nanch in leciu,
che a chi pasa ga slongan a man
e i dumandan un tocu da pan.

Sta stagion a l grama,... l trista
Sant Ambrous freg cha cousi e Lzia,
(che di m ma preserva da a vista!)
a l ul d ps court cha ga sia:
ma da Santa Lzia a Natal
al sa slonga ul sbavagiu dun gal.

A vigilia, l in trscia a masa:
a la lava, la sgra, la scua:...
e par c gh p nan na ragna,
p da rd n da-bas n da-sua:
i lsisan i ram in csina
e scurt l a dispensa e a cantina.

Pa ul presepi, che cra!... che amui!...
Losu, tepa, da sciochi una mota;
e gh pronti anchi beri e i pastui.
San Giusepu e a Madona, in da a grota,
hin l insema dun bou, dun asnen,
l chj specian cha nasa ul Bamben.

Ma in da a noci, ecu i piv di pastui,
ecu di angiul i cori las:...
in sta noci dincantu e splendui,
in da a grota ul Bamben l nas
e dul grandi purtentu a nuvela
a lu nnzia pa ul mondu na stela.

L Natal!... e in s a tavula inceu
ga trionfa pulen e capon,
a mustarda, i naranzi, i raviou,
pien dgheta e cedr l panaton:...
e da fa, chel cha resta pou indr,
ribaten a San Stevan l s...

San Silvestar!... Urmai sem a fen!...
U ann al moui e i so esequi sa fa
tra i baldori e i legrii dun scenen...
Ma per sa sa fs da pens
che tscosi ga pasa e finisi,
e che chi sem non stabil e fisi,

ma che un d, anca neun, ttta n botu,
candu al paj che a gud tt ma invita,
bougna nd senza nan fa fagotu,
la saris ps bela sta vita,
e ancul mondu, senz odj e rancui,
un paadisu al sarisi damui.
La campagna bianca e non c pi
per le piane un filo derba: e anche le piante,
che adesso sono senza una foglia e hanno perso
la poesia del verde e dei canti,
sembrano braccia dei morti alzate
verso il cielo e che implorano piet.

Un granello non trovano da beccare
i poveri passeri piangono sul tetto:
ma ci sono anche povera gente tribolati,
che non hanno da coprirsi neanche a letto,
che a chi passa le allungano la mano
e le domandano un pezzo di pane

Questa stagione grama,... triste
SantAmbrogio freddo che cuoce e Lucia,
(che dei mali mi preserva della vista!)
il giorno pi corto che ci sia:
ma da Santa Lucia a Natale
si allunga di uno sbadiglio di un gallo.

Alla vigilia, agitata la massaia:
lava, pulisce, scopa:...
e per casa non c pi neanche una ragnatela,
non c pi sporco ne da basso ne di sopra:
luccicano il rame in cucina
e scortata la dispensa e la cantina.

Per il presepe, che cura!... che amore!...
Alloro, muschio, di ciocchi un mucchio;
ci sono gi pronti anche le pecore e i pastori.
San Giuseppe e la Madonna, nella grotta,
sono l insieme a un bue, a un asino,
l che aspettano che nasca il Bambino.

Ma nella notte, ecco le cornamuse dei pastori,
ecco degli angeli i cori lass:...
in questa notte dincanto e splendore,
nella grotta il Bambino nato
e del grande avvenimento la novella
lo annuncia per il mondo una stella.

Natale!... e sulla tavola oggi
trionfa tacchino e cappone,
la mostarda, le arance, i ravioli,
pieni duvetta e cedro il panettone:...
e da fare, quello che resta poi indietro,
ripetere a Santo Stefano sufficiente...

San Silvestro!... Oramai siamo alla fine!...
Lanno muore e le sue esequie si fa
tra baldorie e allegrie di un cena...
Ma per se si fosse da pensare
che tutto passa e finisce,
e che qui non siamo stabili e fissi,

ma che un giorno, anche noi, tutto in un colpo,
quando pare che a godere tutto ci invita,
bisogna andare senza neanche fare fagotto,
sarebbe pi bella questa vita,
e anche il mondo senza odi e rancori,
un paradiso sarebbe damore.



Chiude la serie dei mesi. Freddo, neve, gelo sono le sue caratteristiche.
Sotto le gronde cinguettano i passeri che non trovano pi cibo, mentre tanta povera gente soffre e geme tra la pi squallida miseria.
Dopo aver accennato a qualche proverbio del mese, ecco la vigilia della pi bella e cara festa festivit dellanno.
La massaia in faccende per riordinare la casa e fare i preparativi per degnamente celebrare la grande solennit; mentre i bambini impazienti attendono i doni di Ges che deve nascere nel presepio da loro stessi preparato.
Nella notte,... il canto degli angeli ed il suono delle cornamuse dei pastori annunziano il grande evento.
Natale, la festa dei cuori e della famiglia; festa in cui tutti si radunano attorno al domestico focolare e la tavola si imbandisce delle pi rare e ghiotte specialit.
Ma ecco anche la fine. A S. Silvestro lanno muore e gli uomini celebrano le sue esequie tra il tripudio di laute cene e la sfrenata letizia di canti, di spari e di danze.
Ma se si pensasse che non solo lanno muore, ma che tutto quaggi finisce e che, quanto meno lo si aspetta, tutto bisogna lasciare, sarebbe pi bella la vita ed il mondo, senzodi e rancori, sarebbe un paradiso damore.

Enrico Crespi 1958


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