Il mese di Novembre - di Enrico Crespi - poesia dialettale in Bustocco

Novembre


Tratto da: I mesi
Nuembar!... Da md l ua i pagn,
da tj vultra e tabaru e gipunen:
i lau ga finisi n di campagn,
e in di c mo ga fma gi ul camen...

Nuembar!... Gh l invernu s i muntagn;
l vist da biancu chal fa ugen:...
adiu, bel verdu tenar di campagn;
adiu, bej fiui, incantu dul giarden!...

Ga croda, a vna a vna, i fouj di ram;
ga croda i fiui, cha hin destin a marsc...
Ma anca par neun ga vegn, e tristi e gram,

ga vegn i d du ltima stagion;
e, a vna a vna, a vedam a svan,
me i fiui, me i fouj, i bej nost ilsion...
Novembre!... Da cambiare ora i panni,
da tirare fuori e tabarro e maglia di lana:
i lavori finiscono in campagna,
nelle case adesso fuma il camino...

Novembre!... c l linverno sulle montagne;
vestito di bianco che fa locchiolino:...
addio, bel verde tenero delle campagne;
addio, bei fiori, incanto del giardino!...

Cadono, ad una ad una, le foglie dai rami;
cadono i fiori, che sono destinati a marcire...
Ma anche per noi viene, tristi e grami,

vengono i giorni dellultima stagione;
e, ad una ad una, vediamo svanire,
come i fiori, come le foglie, le belle nostre illusioni...



Tratto da: Lnari bstocu
L Nuembar; l ul d dOgnisanti;
tempu gi da cambi l gipunen,
da tj vultra i vist, chi pesanti;...
e da sia, l inturnu al camen,
a sa disi pa i morti ul rusaj
e in s l foug ga barbota un caldaj.

L ul caldaj di castegn; e al paj quasi
da sent di nos morti i lamenti,
da vid, l in di fiam e in di brasi,
di por anim in pena i turmenti...
Press a i sochi a sa strengian i fiou
e l c in lec scondan sutta i lanzou.

Hin i morti duman,... e da sfosu,
al pens di nos car cha gh p
e chj dorman u eternu riposu,
un guton di nostr ougi vegn gi...
Su i so tombi a gh pizu n ciaren
e gh fiui teme Magiu in giarden...

Ma ecu son da campann a distesa;
canti e msich par aria sa senti;
ul Te Deum sa intona l in gesa
e i bander sa dispiegan a i venti:...
in dun ciel risplendenti da gloria
i so l la distendi a Vitoria.

E la pasa in s l Grapa e l Muntel,
in s l Piave, s l Carsu e l Purdoi;
a la sfouja ul o alor ps bel
e in s i tombi lu spargi di eroi,
che da sanghi gluriusu han bagn
i cunfen che l Signui mha segn...

Cu l so estaj riva pou San Marten,
un estaj cha da pena tri d:
ma gi l mustu in cantina l ven.
I lau di campagn hin fin;
han perd i so fouj anchi ram
e i riposan i besti n s l stram.

E ga vegn d da nebia e da brina:...
in di c gi ga fma ul camen,
e ul pajsan che scurt al gha a cantina,
che ul gran, che a casina al gha pien,
al ringrazia cuntentu l Signui
ch premi i so fadighi e sdui...
Novembre, il giorno di Ognisanti;
tempo gi di cambiare la maglia,
di tirare fuori i vestiti, quelli pesanti;...
e di sera, l intorno al camino,
si dice per i morti il rosario
e sul fuoco borbotta una pentola.

la pentola delle castagne; e sembra quasi
di sentire dei nostri morti i lamenti,
di vedere, l nelle fiamme e nella brace,
delle povere anime in pena i tormenti...
Vicino alle sottane si stringono i bambini
e la testa a letto nascondono sotto le lenzuola.

Sono i morti domani,... e di frodo,
al pensiero dei nostri cari che non ci sono pi
e che dormono leterno riposo,
un gocciolone dei nostri occhi viene gi...
Sulle sue tombe c acceso un chiarino
e ci sono fiori come Maggio in giardino...

Ma ecco suoni di campane a distesa;
canti e musiche per aria si sente;
il Te Deum si intona l in chiesa
e le bandiere si dispiegano ai venti:...
nel cielo risplendenti di gloria
le sue ali distende la Vittoria.

E passa sul Grappa e il Montello,
sul Piave, sul Carso e il Pordoi;
e sfoglia il suo alloro pi bello
e sulle tombe lo spargi di eroi,
che di sangue glorioso hanno bagnato
i confini che il Signore ci ha segnato...

Con il suo estate arriva poi San Martino,
un estate che dura appena tre giorni:
ma gi il mosto in cantina vino.
I lavori in campagna sono finiti;
hanno perso le sue foglie anche i rami
e riposano le bestie sullo strame.

E vengono i giorni della nebbia e della brina:...
nella case gi fuma il camino,
e il contadino che scortato ha la cantina,
che il granaio, che la cascina ha pieno,
ringrazia contento il Signore
che premia le sue fatiche e sudori...


Si apre il mese colla festa di Tutti i Santi; omaggio che la Chiesa rende a quella moltitudine sconosciuta dei suoi figli migliori che godono leterna beatitudine: ma subito dopo ricorda, colla commemorazione dei cari defunti, anche quelle anime che si trovano in luogo ove lumano spirito si purga .
Ecco poi suoni di campane, il canto del Te Deum, labari e bandiere spiegate ai venti, che ci fanno rivivere una gloriosa nostra giornata. la celebrazione della grande strepitosa vittoria, il ricordo devoto e riconoscente per gli umili eroi che si immolarono perch la nostra Patria viva e sia grande e forte nei suoi giusti confini.
Dopo lestate di San Martino che dura solo tre giorni, cessano i lavori dei campi, nelle stalle riposano gli animali da lavoro ed il contadino, che ormai ha radunato in solaio ed in cantina il frutto delle dure fatiche, contento e felice innalza il suo inno di ringraziamento al Signore.


Enrico Crespi 1958


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