Il mese di Ottobre - di Enrico Crespi - poesia dialettale in Bustocco

Utubar


Tratto da: I mesi
Ul su dUtubr al paj stracu, m...
Fin a vendembia, anch in di d seren,
hin tristi mo i campagn, hin trist i pr,
e a puesia ga tasi dul giarden...

In s i bers, s i vegi mi di c,
da rosa sa culuan, da rben
i bej fraschi di vid dul Canad:
dum ul losu l verdu e hin verd i pen...

Un fiui da fen stagion l ul fiui di morti:
e in sta malincunia che mo savanza,
in da sti d nuius, senza cunforti,

ul crisantem l u ltim a fiu;
ma destin, me un ltima speranza,
s i tombi di nos car, an-l a mu...
Il sole dottobre pare stanco, malato...
Finita la vendemmia, anche nei giorni di sereno,
sono triste adesso le campagne, sono tristi i prati,
e la poesia tace del giardino...

Sopra i bers, sui vecchi muri delle case,
di rosa si colorano, di rubino
le belle foglie della vite del Canada:
solo lalloro verde e sono verdi i pini...

Un fiore di fine stagione il fiore dei morti:
e in questa malinconia che adesso savanza,
in questi giorni noiosi, senza conforti,

il crisantemo lultimo a fiorire;
ma destinato, come un ultima speranza,
sulle tombe dei nostri cari, anche loro a morire...



Tratto da: Lnari bstocu
Fa vendembia, da fiou, che legria!...
E a nost ga l dulzi me a ma:
la barsana, tucaj, malvasia,
biciulana, musca e rusa;
a la un ga, ma propi special,
par ul rosciu dul d da Natal...

E che ven!... Sa fa n ven cha risana,
cha dascascia i pens;... ven da sciui!
chel di pi,... la dum mericana
cuntu a clentu par daghi ul cului:
la per sempar fej cunt i p,
a lsanza dul vegiu No...

A chi tempi turn duna vorta?
fa rivivi chi sanzi spar?...
Sa gh p nanch i vign e l morta
a puesia di nostar bej d...
Mo da neun a vendembia sa fa
sut na topia a pustiz s l marc...

Ma gh lodul e durdi a fa a spesa:
e a munton ga n al d San Simon,
a distesa par Santa Teresa,
e gh non un paci ps bon.
A sa valz anc ul gomitu e l ven
l anm l veg cha fa unui al scenen ...

Sa sumena ul furmentu a San Gal,
e, segondu chal pioui o hin d sci,
gavrem brtu o bel temp fin Natal.
Par San Lca i sumenan pou tci:...
ch, se prima l un m sumen,
speci dopu, l mej las-st...

Teme un alba cha nnzia ul seren,
ecu n d, na prumesa da gloria,
decisiva pa i nostar desten:
L na pagina noua da storia,
cha sa dervi, e gha in fronti una scrita
cha la disi: Nova incipit vita.

Giuvineza!... S i monti e s l mar
ga risona canzon desultanza
e, tra labari e squil da fanfar,
ecu giuvin legion cha savanza...
A l a marcia dItalia fascista
versu noua, gluriusa cunquista!...
Fare vendemmia, da ragazzo, che allegria!...
E la nostra uva dolce come il miele:
era barsana, tocai, malvasia,
biciulana, moscata e rosata
era un uva, proprio speciale,
per il tralcio del giorno di Natale...

E che vino!... Si faceva un vino che risana,
che scaccia i pensieri;... vino da signori!
quello dei poveri,... era solo americana
con il clinto per dagli colore:
era per sempre fatto con i piedi,
allusanza del vecchio No...

A quei tempi tornati di una volta?
fa rivivere quelle usanze sparite?
Se non ci sono pi neanche le vigne morta
la poesia dei nostri bei giorni...
Adesso da noi la vendemmia si fa
sotto un pergolato ????? sul mercato...

Ma ci sono allodole e tordi a far la spesa:
e a mucchi ce ne sono al giorno di S. Simone,
a distesa per Santa Teresa,
non c un mangiare pi buono
Si alza anche il gomito e il vino
ancora il vecchio che fa onore al cenino...

Si semina il frumento a San Gallo,
e, secondo se piove o sono giorni asciutti,
avremo brutto o bel tempo fino a Natale.
Per San Luca seminano poi tutti:...
che, se prima un male seminare,
aspettare dopo, meglio lasciare stare...

Come un alba che annuncia il sereno,
ecco un giorno una promessa di gloria,
decisiva per i nostri destini:
una pagina nuova di storia,
che si apre, e ha in fronte una scritta
che dice: Nova incipit vita.

Giovinezza!... Su i monti e su il mare
risuonano canzoni desultanza
e, tra labari e squilli di fanfara,
ecco giovani legioni che savanza...
la marcia dItalia fascista
verso nuova, gloriosa conquista!...


Che trionfo un tempo da noi la vendemmia e che squisite qualit di uve quelle dei nostri vigneti!
I preziosi grappoli si frantumavano nei tini, dove il succo vivo e odoroso si tramutava in generoso vino, sorgente di gioia dei poveri mortali.
Poi, finita la fatica del vino, cominciava quella solenne dellaratura e delle semine.
Questi i concetti che si voluto esprimere in questa composizione; queste i richiami alle belle giornate vissute da bambini e che sono rimaste solo un nostalgico ricordo.
Nel rivedere ora queste mie composizioni, che risalgono agli anni 1931 e 32 e che solo pi tardi e per insistenza di amici mi ero deciso a pubblicare, volendo quasi, facendo riferimento alla festivit di Cristo Re, sostituire le ultime due strofe di questo mese, scritte sotto limpressione dellavvenuta Conciliazione tra Chiesa e Stato ed il conseguente comportamento delle Autorit Religiose nei confronti del dominante fascismo.
Ma poi ho ritenuto bene di lasciarle come furono scritte, riflettendo esse quei miei sentimenti e quelle mie convinzioni di allora.


Enrico Crespi 1958


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