La antica rettoria medioevale di Sacconago

Le notizie sull'esistenza di una rettoria (anticipatrice della futura parrocchia) risalgono al 1290, nel "Liber notitiae sanctorum Mediolani" di Goffredo da Bussero, che, elencando le chiese della pieve di Olgiate Olona, cita San Pietro e San Donato a "Saconago". Si passa poi alla fine del XIV secolo, in quanto il repertorio fiscale del 1398 (Notitia Cleri Mediolanensis) parla di una "cappella de Sachonago", ed è sicura la presenza di un rettore già nel 1402. Di tale chiesa Medioevale si son trovate tracce nel corso dei lavori di restauro degli anni fra il 2007 e il 2013. Lo scavo archeologico ha confermato le teorie che ipotizzavano una prima chiesa altomedioevale (secolo IX-X) con una aula quadrata ed una abside semicircolare. Sono infatti stati ritrovati i resti sia dell'aula, sotto il pavimento della attuale chiesa, che dell'abside semicircolare, attualmente in parte visibili sotto una pavimentazione di cristallo.in quella che era la 'vecchia' sacrestia che, fino alla demolizione della chiesta medioevale, rappresentava il nuovo presibierio quadrato realizzato nel corso del '500.


Le fondazioni della chiesa medioevale

Di certo si sa che la predetta chiesa medioevale era molto più piccola dell'attuale, era costituita da una aula unica ed era affiancata dal cimitero che la circondava sul lato dell'attuale piazza Noè e davanti alla porta di ingresso, estendendosi approssimativamente fino all'altezza dell'attuale sagrato.
La piantina del 1580 ci fa comprendere come l'antichissimo cimitero, postodi fianco alla chiesa - come da usanza tipica medioevale - sia poi stato in gran parte inglobato nell'attuale edificio settecentesco.


La piantina del 1580

Di detto cimitero, ormai ridottisismo nelle dimensioni, il paese continuerà a far uso fino alla fine del '700 quando verrà realizzato il cimitero in quella che allora era area periferica, esattamente nel luogo ove oggi sorge la nuova grande chiesa parrocchiale di Piazza Giovanni XXIII.
Come detto, l'abside semicircolare originaria venne sostituia nel '500 (consacrata nel 1549) con una nuova pià ampia e quadrata, ed i lavori di restauro hanno fatto emergere le fondamenta dell'altare cinquecentesco lungo la parete est di quella che era, appunto, l'abside cinquecentesca.
Di grandissimo interesse, perchè decisamente unici e rari nella zona del nord-ovest della lombardia, sono gli affreschi del tardo '400 e del '500 che sono emersi lungo le pareti superstiti della vecchia rettoria medioevale e sulle pareti e la volta del presibiterio quadrato del cinquecento.
La volta ad ombrello e le pareti sono affrescate con figure della Trinità, con gli evangelisti, Davide, i Dottori della Chiesa, l'adorazione dei magi, San Girolamo, San Francesco, Il primato di Pietro. Nella nicchia è conservata una bellissima statua lignea di San Giuseppe col Bambino del '700.


Ipotesi di come doveva apparire la antica chiesa come descritta negli atti delle visite apostoliche


L'affresco della volta


L'affresco della parete

Della vecchia Aula medioevale si vedono le pitture cinquecentesche di Santa Caterina d'Alessandria, l'angelo nunciante, l'adorazione dei magi.


Santa Caterina


San Geronimo

Sulla parete nord dell'aula: la decapitazione di san Paolo, la crocifissione inversa di San Pietro, Santa Margherita di Antiochia e il miracolo di S. Egidio.
Dipinta è anche parte superstite dell'arco trionfale della chiesa medioevale.
Davanti alla vecchia cappella della Madonna, sono stati ritrovati diversi scheletri umani, fra cui in particolare uno di cui è stato possibile recuperare quasi integralmente l'abito, attualmente restaurato e conservato in una apposita teca visibile ai visitatori.
La cappella è decorata con affreschi del '6-700 che rappresentano l'incoronazione della vergine, San Gioacchino e Sant'Anna, la presentazione al tempio e san Giovanni Evangelista. Sul pavimento della cappella è emerso un fornello che veniva utilizzato per la bollitura dei bachi da seta, tipica attività della serivoltura molto diffusa in Sacconago fino a tutto il XIX secolo.
Nel 1582 S. Carlo Borromeo fece vista pastorale a Sacconago e, come d'uso, stese una relazione. In merito allo stato della chiesetta medioevale si legge che è "fomicata et dealbata" cioè con soffitto a volta e imbiancata. In occasione della relazione di una ulteriore visita pastorale del 1597 venne scritto che la cappella maggiore "est tota fomicata e picta figuris" ossia con il soffitto a volta (che, ovviamente non era cambiato come tale) ma dipinta con figure. Il che significa che fra il 1582 e il 1597 fu realizzata una decorazione pittorica della volta dell'abside, come appunto emerso nel corso dei restauri del 2012-2013.
In occasione della visita del card. Pozzobonelli, nel 1753, l'alto prelato dispose che le pareti fossero tinte di bianco per renderle più chiare, e così le pitture vennero coperte.
Fortunatamente, però, con idoneo e paziente restauro, sono state in gran parte recuperate. Vi sono alcune grandi figure: S. Francesco e S. Pietro cui Gesù consegna chiavi, un S. Paolo. I visi sono barbuti e le pitture rappresentano atteggiamenti chiari, eloquenti, stagliati su uno sfondo silvestre e di architetture di fantasia. Sono i santi a cui la chiesa era dedicata (Pietro e Paolo), ed è richiamato il privilegio del "Perdono di Assisi" di cui la Chiesa Sinaghina era beneficiaria.
La chiesa medioevale era decorata anche su altre pareti. Durante alcuni lavori concernenti il tetto della attuale chiesa, negli anni '80, nel sottotetto si è rinvenuta una parte di parete in ciottoli e cotto con intonacati alcuni affreschi in cattivo stato di conservazione, e che rappresentano il martirio di S. Pietro e di S. Paolo.
Infine, in un passaggio con scala di collegamento tra i locali di disimpegno e il pulpito a nord, si rinvengono ulteriori affreschi chem da sbiaditi e con molte parti mancanti, sono stati restaurati con grandissima perizia. Sulla volta di detto passaggio si riconoscono le mani di Dio e di Gesù che si incontrano e reggono la corona della Vergine. Vi sono, poi, attorno, rappresentati angeli musicanti ed un nastro con le parole latine "veni coronaberis", vieni e sarai incoronata.
Durante i lavori di scavo sono emersi, via via, resti importanti. In particolare, oltre alle grandi tombe fatte costruire dalle famiglie più in vista del paese nel corso dei secoli, e che sono sparse su quasi tutta la superficie della pavimentazione della attuale chiesa, sono state dissotterrate due tombe risalenti alla antica rettoria medioevale e sono state rinvenute moltissime ossa nell'area, attualmente coperta dalla Chiesa, e che un tempo era adibita a cimitero. Degna di nota la tomba contenente gli scheletri di una giovane donna, stimata attorno ai 15 anni, che abbraccia un bambino di circa un anno. Legittimo ritenere possa trattarsi di una giovane mamma e del proprio bambino, morti, per chissà quale causa, contemporaneamente.
Ci sia consentito qui richiamare un delicatissimo articolo del Parroco del tempo, don Luigi Caimi, cui rimando volentieri.
Come detto sopra, gli abiti della donna sono stati interamente restaurati e sono ora visibili custoditi in una teca.


Alcune delle immagini originali degli affreschi sono state tratte, per gentile concessione, dal quotidiano online 'varesenews.it'