Personaggi bustesi : Senatore Silvio Crespi – di Giorgio Giacomelli

Personaggi bustesi : Senatore Silvio Crespi

Nel 1918, dopo la ritirata di Caporetto, la situazione in Italia era grave non solo sotto l'aspetto militare, ma anche morale per i maggiori sacrifici, sopratutto alimentari, imposti alla popolazione. L'ingrato compito di reperire generi di vettovagliamento per l'intera nazione Italiana venne affidato all' Onorevole Silvio Crespi, Ministro degli approvvigionamenti, dei consumi nel governo presieduto da Vittorio Emanuele Orlando.
L'On. Silvio Crespi, nato a Milano il 24 settembre 1868, era figlio di Cristoforo Benigno e nipote di Antonio Crespi “Tengiti“ (Busto Arsizio 1807-1887) precursore degli accorgimenti che portarono il comparto tessile ad utilizzare fonti energiche derivanti dai salti dei corsi d'acqua disponibili, ed alimentare i propri macchinari a minor costi di produzione. Cristoforo Benigno propose alla famiglia ed ottenne l'acquisizione degli stabilimenti di Vigevano (1860), Vaprio d'Adda, poi Crespi d'Adda (1864) Ghemme (1870 ), Capriate ( 1878 ).
Fece costruire a Crespi d'Adda una Chiesa identica a quella di Santa Maria di Piazza in Busto Arsizio, ove era stato battezzato ed aveva contratto matrimonio con Pia Travelli.
Silvio Crespi frequenta il Ginnasio, il Liceo Beccaria a Milano, l'Università di Pavia, si laurea in giurisprudenza, ventenne, a pieni voti.
Il padre lo manda in Francia ed in Germania, lavora senza paga, acquisisce esperienza nel tessile, da quelle parti, in avanzata fase di evoluzione. Si trasferisce in Inghilterra e trova occupazione presso un'azienda che produce macchine tessili, poi in una grande casa cotoniera, acquisisce ulteriori elementi utili alle aziende di famiglia. Termina l'esperienza londinese presso un titolato istituto bancario.
Grazie alla perfetta conoscenza delle lingue inglese, francese, tedesco, viene inserito nella Delegazione Italiana accreditata alla Conferenza della Pace nel 1919.
In viaggio verso la Francia, accompagnato al generale Albricci, gallaratese, annota nei suoi diari di essersi trovato bene “per le sue origini bustesi”. Alla Conferenza propone al delegato tedesco Schimdt, nella sua lingua madre, le determinazioni, assai pesanti, dei vincitori. Traduce, 'on line', in francese ed inglese la replica di Schmidt, riceve plausi dai delegati alleati. Allorchè i rappresentanti italiani Orlando e Sonnino abbandonano la Conferenza in disaccordo con le spartizioni dei proventi di guerra abbonate all'Italia, l'on. Silvio Crespi ne prende il posto nelle commissioni politiche.
Conduce trattative di carattere economico riguardanti trasporti, porti, naviglio mercantile, derrate alimentari, carbone, riparazioni, cambi, prestiti. Ottiene cospicui crediti da inglesi ed americani utilizzati per l'acquisto in Sud America di derrate alimentari a prezzo conveniente.
Nella sua azienda innova la produzione con manufatti fini, mai prodotti in Italia. Di fronte al generale aumento dei prezzi nell'immediato dopoguerra, eleva gli emolumenti dei propri dipendenti concedendo ”buoni caro viveri“. Fonda l'Istituto Cotoniero Italiano, promuove l'abolizione del lavoro notturno, diviene presidente della Banca Commerciale Italiana.
Ricoverato in una clinica a Cadorago(Co), muore il gennaio 1944.
I Crespi “ Tengiti “, da pà Toni in poi, acquistarono cotone sodo negli Stati Confederati del Nord America. Arrivavano nei mercati ubicati nella Carolina del Sud, sceglievano il cotone idoneo alle loro esigenze, fornivano adeguate garanzie. La preziosa merce veniva inviata al porto di Charleston, proseguiva per Genova e puntualmente consegnata a domicilio.
Attorno al 1960 furono donate al Comune di Busto Arsizio la Colonia Alpina dell'Aprica dal Cav. Carlo Comerio ( bisièta ), la Colonia al Mare di Alassio dal Comm. Luigi Borri. Altri tempi, è pur vero, e contesti radicalmente mutati, ma pratica generosità spicciola alla mano non difettava ai bustocchi del tempo.

Giorgio Giacomelli, 10.09.2017


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