Ulteriori sviluppi del restauro della Chiesa Vecchia di Sacconago

(Come sempre, attingo a mani basse dal lavoro altrui, e, in particolare, dagli articoli dell’arch. Spada)
Si può ormai affermare con certezza che, appena ultimata la realizzazione della chiesa, si procedette ad una prima decorazione: non già, dunque, una banale imbiancatura delle pareti, ma già una forma di decorazione, i cui resti oggi sono emersi nelle cappelle e sulle lesene dell’aula. Nell’arco del decennio seguente si iniziò ad ornare le cappelle.
Secondo l’arch. Spada, questa fase è particolarmente interessante.
Si tratta di altari dipinti alle pareti. Questa sarebbe una arte pittorica tipica del ‘700 lombardo realizzata da specialisti degli effetti della prospettiva.
Una terza fase di decorazioni fu quella che, piano piano, sta emergendo con i restauri attualmente in corso, e che venne realizzata con tonalità chiare che vanno dal rosa al grigio perla i cui effetti di eleganza e ricchezza sono ormai visibili nelle numerose cappelle già restaurate. La sovrintendenza stima queste decorazioni ai primi del 1800. La quarta fase è rappresentata dalle decorazioni che, fino a poco tempo fa, ossia prima degli attuali restauri, era visibile nell’interno della chiesa, e che “Turri Mosè e Fratelli di Legnano dipinse l’anno 1884”, come si legge sotto la figura dell’evangelista Luca. Ciò che davvero sorprende, rileva l’arch. Spada, è la frequenza con la quale si sono susseguite le varie decorazioni, specie in considerazione del fatto che Sacconago era un paese molto piccolo (meno di 1000 anime), piuttosto povero, e che altri e ben più “blasonati” edifici della zona rimasero privi di decorazioni per decenni se non secoli, come la stessa Basilica di S. Giovanni di Busto.

Enrico Candiani

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