La 'nuova' Chiesa Vecchia di Sacconago


Durante il fine settimana del 21-23 marzo 2009 si è svolta la "inaugurazione" della chiesa vecchia di Sacconago.
Parlare di inaugurazione per un edificio antico di qualche secolo può apparire azzardato, ma la chiesa che vediamo noi oggi è davvero "nuova". Già nei precedenti articoli in argomento si era chiarito che le opere di ampio e profondo restauro in corso avrebbero riservato delle piacevolissime sorprese, ma ora che il grosso dell'opera di restauro delle parti - per così dire - visibili della navata e della volta della chiesa sono terminate, l'opera che si presenta ai nostri occhi è davvero notevole.
La chiesa, recuperata anche per le normali funzioni religiose (d'ora innanzi la messa domenicale delle 8.30 verrà tenuta presso questo monumento e non più in "chiesa nuova"), è stata, per così dire, rivoltata come un calzino. L'architetto Spada ed il responsabile del laboratorio di San Gregorio, che hanno sovrainteso ed eseguito i restauri, hanno informato con dovizia di particolari sui risultati delle opere di restauro eseguite.
Sotto i pavimenti della chiesa, rimossi e riposizionati previa realizzazione di vespaio areato e riscaldamento a pavimenti, sono stati trovati ben nove ossari di diverse dimensioni, alcuni dei quali accessibili tuttora tramite botole, altri totalmente sepolti sotto il pavimento. L'archeologo che ha diretto i lavori ha realizzato una precisa pianta degli ossari medesimi. In uno di essi, in particolare, sono stati ritrovati i resti di una giovinetta sui sedici anni che abbracciava il corpicino di un bimbo sui due anni di vita. Ritrovamento a dir poco commovente.
E' stata riposizionata nel suo alloggiamento originale la tela raffigurante san Carlo, che era precedentemente custodita nella chiesa nuova e di cui non si conosceva la provenienza.



Detta tela, databile all'inizio del 1600, è stata posizionata laddove era in origine, grazie alla forma della stessa che si adattava perfettamente ad una cornice emersa a seguito della rimozione della statua di san Giuseppe, posizionata nella navata destra in prossimità dell'abside. La statua di Sa Giuseppe è stata restaurata meravigliosamente, rispetto allo stato penoso in cui era ormai ridotta, e posizionata al suolo in prossimità della porticina che conduce ai locali posti a sinistra dell'abside. I restauri hanno avuto luogo mediante una scelta, non facile, circa le pitture da recuperare. La chiesa è stata dipinta in almeno tre tempi diversi:
- all'inizio del 1700, appena terminato l'edificio attuale
- all'inizio del 1800
- nel corso del 1884 ad opera dei fratelli Turri.
Le pitture dei fratelli Turri, molto più scure e cupe delle precedenti, vennero realizzate a semplice tempera sulle pareti verticali, mentre le volte della chiesa vennero realizzate mediante rimozione dell'intonaco precedente ed affrescate.
La sovrintendenza alle belle arti ha ritenuto di recuperare, per le pareti verticali, le pitture originarie del 1700, consistenti in toni rosati molto delicati e chiari, mentre, per le volte, ha ritenuto di recuperare le opere del tardo 1800. Ciò rende la chiesa stilisticamente disomogenea fra parte inferiore e superiore, ma tale disomogeneità - visibile dall'occhio esperto - in realtà non stona affatto, ed il complesso della visione di insieme appare gradevole e di grande effetto.
Le pareti verticali, infatti, conservavano molto meglio il dipinto originario del XVIII secolo che non i lavori ottocenteschi.
Quanto alle volte, poichè gli affreschi di inizio '800 erano recuperabili solo in parte, si è scelto di mantenere l'uniformità delle volte mediante il recupero delle opere del 1884.
Nell'abside, ultima parte recuperata, è stato fatto emergere uno splendido affresco dell'annunciazione che era stato coperto dal dipinto di una finta finestra.

Foto tratta da:www.parrocchiadisacconago.it

Si tratta dell'unica parte delle pitture di inizio 1800 che sia stata fatta emergere dai lavori di restauro, in quanto decisamente di migliore qualità rispetto alla finta finestra realizzata dai fratelli Turri. Importantissimo è stato il ritrovamento di un crocefisso databile tra la fine del 1300 ed i primissimi anni del 1400. Si tratta di una opera di grande valore, che, recuperata e restaurata, è stata però posta in chiesa nuova. In tutta la zona bustese si conoscono solo 6 crocefissi così antichi:
- In san Michele
- in Sant'Antonio
- In Sant'Edoardo, proveniente da una cascina di va Castelmorrone edificata sopra una cappelletta votiva innalzata sulla strada che da Busto conduceva a Sacconago
- A Borsano
Ora si è aggiunto questo di Sacconago, considerato il più antico ed il più pregevole di tutti.
Progetti per il futuro

Può sembrare incredibile, ma il lavoro non è affatto finito. Secondo gli uomini del laboratorio di San Gregorio che hanno eseguito alcuni “saggi”, nella antica sagrestia e nei locali attualmente parzialmente intramezzati e destinati a servizio (scale, vani morti) e che erano parte dell’originaria chiesa tardo medioevale, in questa parte si nasconde forse il tesoro più prezioso.

Foto tratta da:www.parrocchiadisacconago.it

Sono già emerse, sotto uno spesso strato di “calce” pitturazioni affrescate che, a detta degli esperti, sono di fattura eccellente e si possono far risalire al 1400, 1500 e 1600. Queste opere sono rimaste “sepolte” sotto la calce per secoli e si sono salvate grazie al fatto che, nel costruire la chiesa del 1700, vennero riutilizzati parte dei muri della chiesa precedente, che facevano anche da sostegno all’adiacente vecchia casa parrocchiale, anche essa, prima o poi, destinata ad essere recuperata con l’antistante cortiletto.
Ciò che sorprende è il fatto che, a detta dei critici, le pitture quattrocentesche e seicentesche sembrano essere state realizzate da maestranze di buon livello, quindi, certamente, molto costose per l’epoca. Se si pensa che il villaggio Sacconaghese, nel 1400, non poteva contare più di 4-500 anime, v’è da stupirsi davvero di come abbiano potuto quei pochi agricoltori mettere assieme le risorse per pagare pittori di qualità che decorassero la loro chiesa.
Forse, allora, l’amore dei Sinaghini per la loro chiesa era qualcosa di immensamente grande, qualcosa che oggi l’umanità moderna fatica a comprendere. Ci consola che molti Sinaghini, anche non del tutto autoctoni, abbiano partecipato alla inaugurazione della fine marzo 2009, dimostrando che se oggi non si sa più creare arte paragonabile a quella del rinascimento, tuttavia è rinata la sensibilità per i tesori che abbiamo in casa.

Chiesa Vecchia