L'organo della Chiesa Vecchia di Sacconago

Interessante un articolo di Luigi Lupi che qui riportiamo.
Dice infatti il Lupi: " Mi è capitato raramente di suonare l' organo della chiesa vecchia, ma ricordo sempre quei momenti, perche questo strumento, che in generale appassiona, ha suscitato in quei casi delle vere e profonde emozioni.
Un organo a trasmissione meccanica ti riporta indietro nei secoli, ti rimette in contatto con i grandi nomi della musica, ti fa rivivere le loro esperienze di artigiani del suono, non da semplice esecutore ma da artefice del materiale sonoro, a partire dalla costruzione dei timbri fino all'interpretazione. In gioventù ebbi occasione di suonarlo poche volte, perche già in disuso, ma specialmente perche non era facile trovare persone disponibili per la fatica del mantice, vera e propria prova di resistenza. Ricordo simpatica mente invece, anche se non so datarla, forse l'ultima messa eseguita con la Corale S.Cecilia, alla fine della quale, i cantori maschi esaurirono tutte 1e loro energie girando la manovella per permettermi di eseguire un finale roboante a base di "ripieni". .

Lo strumento risale al 1923. Del precedente organo, si sa che venne ceduto nel 1928 alla parrocchia di Grantola ove giacque polverosamente per 50 anni finchè venne restaurato nel 1976 ed è tuttora perfettamente funzionante.(1)

Don Marelli, parroco dell'epoca, scelse come consiglieri nomi fra i più illustri, in ciò consigliato dal proprio coadiutore don Giovanni Appiani che era anche musicista. Il Lupi ricorda i nomi del maestro G. Mercanti, compositore estroso e organista attivo in molte parrocchie di Busto e Gallarate, il compositore G. Ramella, e lo Spinelli, futuri organisti del Duomo di Milano e insegnanti presso il Pontificio Istituto Ambrosiano di Musica Sacra. La scelta della ditta costruttrice cadde sulla Marzoli & Rossi di Varese per un costo - rilevante per l'epoca - di 25.000 lire. Ci segnala sempre il Lupi che il trasporto dell'organo - evidentemente smontato - da Varese a Sacconago venne eseguito dai carrettieri del paese. Ciò avvenne nell'agosto del 1923 e l'inaugurazione dello strumento e relativa benedizione vescovile avvenne la sera del 27 ottobre del medesimo anno. Fu suonato dal maestro Spinelli. Il maestro Mercanti lo trovò " buono e perfetto nei materiali". Si tratta, come dice il Lupi, di uno strumento a trasmissione meccanica, racchiuso in una cassa a 5 campate, contenenti 29 canne, con bocche allineate e labbro superiore a mitria. La consolle ha due tastiere di 58 tasti e comandi a pistone per 14 registri. La pedaliera ha 29 pedali. Possiede anche un pedale espressivo e 8 pedaletti per Unioni, Concerto Viole, Mezzoforte, Ripieno e Tutti. In totale ha 1500 canne asservite da 3 mantici comandati da manovella.


(1) Vedi articolo di G. Grilli