La strega e Buenos Aires


Un racconto di mio padre – Periodo intorno al 1918
Quando io ero bambino – 7-8 anni – abitavo in un cortile sotto il campanile della vecchia Chiesa, 50 metri più avanti sulla destra c’è ancora quel vicolo lungo il quale ci sono ancora diversi cortili. In uno di questi abitava una vecchia che per tutti era considerata una strega, ed anch’io per la mia età la vedevo come tale, tanto che un giorno l’ho incontrata, ma appena passata mi voltai per vedrla e lei era già sparita.
Ma il fatto che voglio raccontare adesso è che questa vecchia aveva un figlio il quale pochi anni prima era andato in America con mio Padre, ma non lavoravano assieme.
Mio Padre un giorno di festa volle andare a trovarlo in periferia di Buenos Aires in una fabbrica dove facevano i mattoni.

Dopo aver passato tutto il pomeriggio in allegria assieme ad altri quattro compaesani, sul tardi mio padre e gli amici si sono avviati per rientrare verso la loro residenza chiacchierando.
Era una serata d’estate con una grande luna piena, ed ognuno si è sentito il desiderio di farsi un bisognino, e dalla strada sono entrati pochi metri nel campo. A questo punto sul bordo della strada si è figurata la mamma di questo compagno (quella vecchia che tutti consideravano una strega).
Questa donna ad alta voce chiama il figlio e gli dice:
“Non ti sembra ora di venire a casa ?” (a ta par non ua dagnì cá?)
Tutti i presenti hanno sentito questo richiamo. Anche il figlio, dopo un po' di tempo, è tornato.

Gino Candiani


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