Il lavoro secondo la filosofia Bustocca A spici cha la gn bona, ta vgn in sacogia naguta.

In italiano lo parafrasiamo cos: " Se stai ad aspettare la buona sorte, finisci col ricavarne nulla".
Oh la saggezza antica che di bocca in bocca arrivata a noi con la parlata sinagnina.!
E un po "Laiutati che il ciel ti aiuta".
Poi capita che ognuno la interpreti in vari modi, secondo carattere e propensioni. Ma sempre rimane un:
-Pasga e spcia non cha la gn bona-
Per rendere bene lidea di come un Sinaghino doc tradurrebbe in pratica il motto, possiamo agganciarci ad una sempia tratta da uno scrittore Americano, riportata dal grande Ginetto Grilli nel Canto Novo sinaghino del febbraio 2012.
E la sempia del contadino che compr un campo incolto.

Un contadino compr un campo abbandonato e in pessime condizioni.
Subite lo prese la preoccupazione del lavoro immane, e se ne stava titubante a pensare al probabile maltempo, al raccolto magari andato a male, alla salute che gli si sarebbe guastata lavorandolo o che avrebbe potuto guastarsi perch cos voleva il Signore.
Insomma: aspettava cha la gna bona.
Alla fine prese coraggio ed entr nel campo, e ci lavor per tre anni come un bue, faticando da mattina a sera, senza laiuto di nessuno.
Quando finalmente il parroco del and a trovarlo, il campo era divenuto un paradiso, e il cadu attacc:
"a ti gh propri ch na bla pina, a ti pdi ben d che ul Signui al ta d na mn.
E stantu chal anda aturnu in mezu a miagon, pom da tra, tumatas e ogni ben di Diu, al stracnta dul tantu cha l a bl!
Al propi bl. Al par che ti e ul Signui i fi suciet,
e stan chal pasa suta a topia du ga, anzi, a sa po d che chesta chi al a vigna sul Signui.
E al sta a menla a chla mana chi finch un paisn al ghha d:
ndabn al cuma al dsi L, sciur cdu, ma L al a chi non a vid cuma al a cunsci chel tarn ch tr ann f, chandu a lu laua dum ul Signui da par L.

Pensava di aver detto una facezia, ma non sapeva di aver detto una verit.
Vuoi vedere che in questo mondo lOnnipotente, per le sue opere, ha bisogno degli uomini?

Liberamente adattato da uno scritto di:
Ginetto Grilli Canto novo Febbraio 2012
Enrico Candiani - Ottobre 2012