La storia dell'orso


Mio nonno me l’ha raccontata alcune volte ma io stesso mi ricordo chiaramente, poiché un uomo suo amico, tutti gli anni, veniva a Sacconago accompagnato dal suo orso, un grosso animale grigio molto docile e tranquillo. Faceva ballare questo orso in piazza e naturalmente raccoglieva dagli spettatori le piccole offerte che gli servivano per tirare a campare. Ma una sera non sapendo dove installare il povero orso, si rivolse a mio nonno. In quel periodo non c’era ancora la chiesa nuova, e da quel vecchio cimitero partiva l’unica stradina di campagna che arrivava fino alla chiesetta di Veroncora, strada stretta segnata solo dalle ruote dei carretti e quasi tutta coperta di alti fusti di robinia quasi fosse una galleria. A questo punto mio nonno disse al padrone dell’Orso: “Vieni con me, ti accompagno dal mio amico Bìa che abita in una cascina molto in periferia a sud del cimitero di Busto. Mio nonno lo conosceva bene perché andava sovente a portargli le sue capre per la riproduzione. Questo Bìa aveva un caprone di qualità e gli faceva comodo questa razza. Quella sera, arrivati in cascina, lo stesso Bìa, con un certo senso di allegria, prese l’orso e lo mise in stalla con le sue pecore.
Tutto nella stalla era tranquillo. Gli uomini invece si erano ritirati in cascina dove era anche una piccola botte di vino “mericanello” ricavato proprio dall’uva delle nostre campagne. A quei tempi non si usavano i bicchieri ma le scodelle, e dalla spina di quella botte tutti ne traevano allegria chiacchierando.
Si era fatta quasi mezzanotte quando udirono delle grida di spavento. Cosa era successo ?
Le grida venivano dalla stalla e tutti sono corsi a vedere, ma siccome era molto buio hanno preso una lanterna. Tutti pensavano all’orso e difatti era proprio lui ma con un uomo in braccio. Era capitato che un ladro voleva rubare una pecora del Bìa, e - data l’oscurità - era entrato in stalla e a tastoni si cercava la migliore, quella più grassa; ma questa ... era proprio l’orso, che quando si è sentito palpare ha preso fra le zampe l’ignaro malcapitato e non lo mollava più. Solo l’intervento del suo padrone ha potuto avere la liberata ed il Bia ha potuto sapere chi era il ladro.(1)

Gino Candiani

(1) Episodio raccontato anche da Carlo Azimonti (clicca qui)
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