Potenza del mare


Un'Odissea Calabra - parte II

Questo forte vento aveva creato una mareggiata veramente da Odissea. Noi ci eravamo diretti veros una insenatura di due colline auspicando ad un riparo. Era un tratto di mare che normalmente facevamo in ventiminuti, ma quella volta ci vollero tre ore ! Tutti i marinai, a boccaporti chiusi, erano sotto coperta, mentre io, il comandante ed il nostromo siamo rimasti in cabina centrale, e dall’alto vedevamo le mareggiate.
Non mi posso dimenticare il particolare che mi veniva il vomito e quando mi veniva aprivo il finestrino della cabina, mettevo fuori la testa e queste grandi spruzzate mi lavavano la faccia.
Infine, siamo giunti in questa insenatura. La burrasca non cessava e per tre giorni fummo costretti ancorati in questa insenatura. Per via radio, abbiamo avvertito la capitaneria che, incredula, ci ha inviato via terra un ufficiale per un controllo e, in un breve momento di calma, con la nostra barca, abbiamo ricuperato da terra il personaggio e portato a bordo, anche per verificare i danni subiti in coperta.
Ma, subito dopo, il mare ha ripreso la sua violenza e l’anziano ufficiale ha dovuto rimanere a bordo con noi. Nella cabina di poppa c’erano solo tre posti per dormire: il comandante, il direttore di macchine ed io che, per amor di grado, ho lasciato la mia cuccetta alta a questo ufficiale mettendo a terra in cabina il mio materasso. La nostra piccola nave non beccheggiava più da prua a poppa, ma ondeggiava fortemente da destra a sinistra. Quella notte non ho dormito perché prevedevo che qualche ondata mi avrebbe buttato giù dalla cuccia il povero ufficiale, piombandomi, naturalmente, addosso. Sta di fatto, che verso mattina cadde. Finì poi per ringraziarmi perché la mia lungimiranza gli aveva preparato sotto i mezzi per attutire il colpo.
Volle il caso che questa grossa mareggiata durò tre giorni, e anche lui fu costretto a rimanere a bordo con noi, anche se la terraferma distava solo qualche centinaio di metri; mangiammo quei pochi residui che c’eran rimasti in cambusa, dopo venne la quiete e potemmo riprendere la normale attività.

Gino Candiani

Indice delle memorie di Gino