Ricordo sentimentale


La madrina di guerra

Eravamo ancora in tempo di guerra ed allora era quasi generalizzata l’usanza che i militari tenevano corrispondenza con una madrina di guerra.
Non ricordo come fu che attraverso una via del fascismo iniziai una corrispondenza letteraria con una ragazza di Sondrio già quasi dottoressa in scienze commerciali. Figlia di un direttore di Banca a Sondrio.
Durante una licenza le telefonai avvisandola del mio arrivo e lei desiderava tanto conoscermi che un giorno andai a trovarla. In quel periodo erano in una sua villa in montagna poco lontano dalla città, si erano trasferiti in quella villa con la mamma e una sorella anche per evitare qualche eventuale bombardamento, mentre un suo fratello (tenente del genio) era militare.
Quando la conobbi dovetti fermarmi tre giorni con loro, ma il caso volle che si era follemente innamorata di me; a me, onestamente, piaceva; era un po’ “tracagnotta” ma molto bella, aveva vent’anni.
Con sincerità le dissi che avevo una fidanzatina (la cosiddetta “Fanciòla”) e al ritorno venne con me per conoscere la mia famiglia, dopo l’accompagnai alla stazione per il ritorno, non vi dico le lacrime!

Fidanzamento illusorio

La mamma di questa mia fidanzatina (Fanciòla) era un tipo un po’ altero, e frequentando la casa tutti i giorni avevo un po’ intuito che lei avrebbe voluto una specie di “conte” per sua figlia; questa, una sera di fine anno, andò al paese della madre con sua cugina dove avevano combinato in casa dei parenti di fermasi a ballare con gli aviatori (ufficiali).
Il mio San Cirillo mi aveva assistito ancora, la rottura fu istantanea, e lei dopo trent’anni sposò un vedovo, con figli sposati, e finì in Toscana in un paesino di mezza montagna.

Gino Candiani

Indice delle memorie di Gino