Ul Pinéla e a Patina

Episodi di cortile degli anni '20
Quando io avevo 5 o 6 anni e che abitavo – come si può dire – sotto il campanile, nel nostro cortile abitava anche il sacrestano della nostra chiesa detto il “Pinella”.
A lui piaceva fare il riposino pomeridiano, noi ragazzini invece eravamo impegnati a giocare tirando i sassi appiattiti come disco da abbattere a una certa distanza delle lattine vuote della salsa, ma quando il rumore era troppo lui si alzava dal letto gridando e ci rincorreva con l’intento di  suonarceli di santa   ragione,   ma noi  un   po’ incoscienti


avevamo un via di scampo e correvamo sul cascinale e attraversavamo una grossa trave dove lui non poteva raggiungerci.
A proposito di quella trave un giorno abbiamo legato una corda per fare l’altalena.
La cosa sembrava duratura, ma un bel giorno l’amica di mia sorella Rita mi ha preso seduto sopra di lei e altalenando si ruppe la corda, povera Patina, si è fracassata il sedere ed io rimasi indenne.

Gino Candiani


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