Le mine vaganti


Le mine vaganti

Durante la nostra permanenza a Crotone, ogni tanto arrivavano segnalazioni di qualche mina vagante, e il nostro compito era il recupero; il rischio però era sempre alto: se si trovavano galleggianti in mare ci si arrivava con cautela in barca, uno scendeva in acqua e l’altro gli passava a debita distanza i cappellotti di protezione onde evitare la rottura degli urtanti; dopo, invece, con la gretta di bordo, si ricuperava.
Ma qualche volta ci capitava qualche mina nemica Inglese, e quando non mi garbava il meccanismo, a scanso di equivoci, mi portavo a debita distanza e gli puntavo la mitraglia pesante che era una 20-40, e la mina scoppiava e andava a fondo.
Una notte, ci chiamano d’urgenza perché vicino a una piccola stazione hanno trovato alla deriva – vicino alla scogliera – due mine vaganti. I carabinieri avevano bloccato tutta la zona.
Al nostro arrivo ci siamo alternati, col mio compagno, tenendosi a debita distanza precauzionale, chè, mentre uno si avvicinava per neutralizzarla, l’altro si manteneva a una cinquantina di metri sdraiato per terra.
Quella volta la capitaneria di porto ci ha conferito un encomio solenne !

Gino Candiani

Episodio precedente - Episodio successivo

Indice delle memorie di Gino