Curiosi effetti dello Zibibbo




Il giorno dopo partimmo per Trapani costeggiando tutto il lato nord della Sicilia; era quasi mezzogiorno e a metà strada ci siamo fermati in un piccolo porticciolo di quel paese, abbiamo mangiato a bordo e dopo, con l’accordo di tutti, siamo scesi, e, per scordare un po i nostri guai, siamo entrati in una bettola di fronte al porto. C’eravamo quasi tutti, compreso il comandante (a bordo eravamo in diciassette). Come una famiglia, ordinammo il primo litro di quello veramente buono, ma dovevamo giocarcelo alla Barese: ognuno esponeva le proprie dita e, nella conta, saltava fuori il padrone e il sottopadrone del vino.
Il padrone offriva il bicchiere a Tizio, ma il sottopadrone aveva il diritto di dire “No, Tizio non deve bere”. Poi, alla fine, un litro dopo l’altro, tutti hanno bevuto. Ma il fatto strano è successo quando feci per alzarmi: le gambe sembravano paralizzate, pur avendo la testa senza alcun segno di sbornia. Ho chiesto anche agli altri e tutti hanno confermato le medesime condizioni; ma appena ci siamo mossi il vino ci è arrivato di colpo alla testa. A malapena siamo arrivati a bordo: sdraiato vedevo il soffitto girare come una ruota: quello Zibibbo bianco aveva 21 gradi !

Gino Candiani

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