Vivi per miracolo !


I figli

Venne poi alla luce Flavio, che – dato il freddo – dormiva in mezzo a noi, per tenerlo al caldo.
Avevamo la stufa in cucina, ma negli altri locali gelavano anche le patate. E fu per questo che una sera presi un braciere e ci misi dentro quei bei carboni della stufa, considerandoli già immuni di ossido di carbonio, per scaldare un po’ l’aria della stanza. Ma il mio calcolo non era sufficientemente valido, poiché a un certo momento il bambino si mise a piangere in maniera ingiustificata; sua madre pensando che avesse fame si alzò leggermente tentando di allattarlo, quando a sua volta svenne. All’istante ho pensato al carbonio, presi il bambino e lo portai in cucina, ritornai di volata a prendere la mia dolce metà, spalancai la finestra della stanza, tornai in cucina con loro dove a mia volta ero quasi in stato di svenimento.

Grazie al pianto del bambino siamo ancora tutti vivi, anche perché era già stato scritto nel libro del nostro destino che dopo tredici anni doveva arrivare anche il nostro Enrico, che voleva mangiare solo il latte, e che alcune volte correva sulla poltrona a fare la pipì e una volta ha chiuso fuori casa sua madre buttando la chiave nella pattumiera, dovendo così ricorrere con una scala esterna entrando da una finestra.
Questo bambino era un po’ dispettoso, eppure non era mai stato picchiato.
Mia moglie alla sera era molto stanca. Ed il bambino dormiva nel suo lettino al mio fianco. Una notte mi ha fatto alzare ventitré volte, ben contate, vuoi perché si scopriva, vuoi perché aveva sete e fame: io quella notte non ho dormito !

Gino Candiani


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