Gino Candiani
"La Mia vita"
Prefazione di Enrico Candiani



Che dire.... Ho iniziato ben quattro anni fa a inserire in queste pagine le memorie di mio padre. Adesso, a fine 2010, gli anni del "ragazzo" sono passati da 87 a 91.
Storie come la sua, probabilmente, in giro per l'Italia, ne possiamo trovare altre. Uomini vissuti in una epoca, che hanno fatto l'ossatura di questa Italia che oggi vediamo così rammollita, priva di valori, principi, cose in cui credere: una società nella quale si vanno sgretolando proprio quei valori che fanno grande un popolo: fatica, coraggio, lavoro, famiglia, risparmio, amore, onestà.
Chi lo ha conosciuto e per qualche ragione ha incontrato la mia strada professionale non fa altro che descrivermi il GINO come un uomo tutto d'un pezzo, soprattutto sempre onesto.
. Si dice che i genitori desiderano esser orgogliosi dei figli: beh, si lasci dire che qui, anzitutto, è un figlio ad esser orgoglioso del padre !
Si sa che eterni non si può essere.
Quel giorno, prima o poi, arriverà anche per la scorza dura "del Gino", la scorza che è sopravvissuta alle bombe, agli affondamenti, agli attraversamenti acrobatici, alle schegge moratali, all'ossido di carbonio .....
Quel giorno, sì quel giorno sarà un ben triste giorno, perchè se ne andranno, assieme a Lui, tutto ciò che da Lui è rappresentato: un mondo, un modo i pensare ormai già scomparsi prima di lui.
E - soprattutto - se ne andranno i Suoi ricordi, di cui questa raccolta è solo una minima traccia....
Dunque, conserviamo queste memorie, perchè prezioso monito per tutti noi, nati, cresciuti e vissuti nell'età dell'oro. Quell'oro che altri hanno scavato a mani nude nella dura roccia prima di noi. Noi lo abbiamo solo usato, e ci siamo fatti dentro i bagni come un Paperon de Paperoni.
Solo che Paperone, quell'oro, se lo è guadagnato da solo. Noi no.....
Attenti, dunque, noi tutti, noi tutti che diamo per scontato il pane, le medicine, le automobili calde e comode, le strade ben tracciate e ben pulite, i mari solcati da grandi navi per crociere dorate....
Ricordiamoci che non è passato poi così tanto tempo da quando il pane si faceva una volta la settimana fra i topi, da quando le strade eran di terra e fango, da quando per campare si emigrava in sudamerica fra i fantasmi, da quando i mari eran fonti di pericoli e di morte.
Ecco in che modo dobbiamo leggere l'ultimo richiamo di Gino, in uno col Leopardi: "Godi fanciullo mio, stato soave, stagion lieta è cotesta....."

Enrico Candiani

Indice delle memorie di Gino